La Regina della neve

di Hans Christian Andersen

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Un storia delicata e gentile dove gli animali parlano e i fiori raccontano storie.


Il diavolo ha costruito uno specchio magico che fa apparire brutte le cose belle e la Regina della neve, una fata stupenda ma cattiva, ha imprigionato Kay nel suo castello.

Vuole renderlo freddo e insensibile e trasformarlo in una statua di ghiaccio. Chi mai potrà salvarlo?

La sua migliore amica, una bambina di nome Gerda, si mette in viaggio alla sua ricerca.

Incontrerà animali parlanti e fiori che raccontano storie, principi dal cuore d’oro e giovani brigantesse.

Possiamo promettervi fin d’ora che il lieto fine è assicurato perché Gerda è buona e generosa e ha l’amore dalla sua parte.


La Regina della neve, allestito nel 1982, è il secondo spettacolo, dopo Histoire du soldat realizzato in collaborazione con il pittore Luigi Veronesi.

Gianni Colla, insieme al commediografo Sandro Bajini, ne firma la sceneggiatura e ritorna ai temi più tradizionali della favolistica per l’infanzia, sebbene l’allestimento astratto conferisca alla messa in scena un tratto particolarmente interessante anche per il pubblico adulto.

Tra le fiabe di Andersen, La Regina della neve è la più lunga e una delle più affascinanti: una fiaba in cui parlano sia gli animali sia le cose e dove la regina della neve è la trasparente metafora del freddo intelletto dell’uomo, dell’intelligenza puramente formale, che tuttavia ha un suo fascino misterioso.

Le geometrie di Veronesi sono semplici e rigorose per marionette bianchissime e scene astratte, anch’esse tutte bianche; le luci, per le quali l’artista compone una sorta di partitura giocata sulle dissolvenze, fanno variare in continuazione le atmosfere.

La Regina della neve è uno fra gli spettacoli di maggior successo della compagnia negli anni Ottanta.

Nella stagione 2016/17 debutta una nuova messa in scena dello spettacolo con la sceneggiatura di Stefania Mannacio Colla, le storiche marionette di Luigi Veronesi e la scenografia di Ugo Brancato, che utilizza elementi scenici dello spettacolo precedente rielaborandoli pittoricamente. Le musiche originali di Ugo Nastrucci del 1982 sono qui eseguite dal vivo dalla violinista Marta Pistocchi e integrate da nuovi brani della stessa musicista.