L'attività teatrale di Gianni Colla è stabile a Milano dal 1949 con il nome di 'Compagnia Fratelli Colla' (mantenuto fino ai primi anni settanta); nel 1973 prende la sua attuale denominazione: 'Il Teatro di Gianni e Cosetta Colla Compagnia di Marionette e Attori'.
Nella storia della compagnia ricorrono - sin dagli anni cinquanta - situazioni di precarietà e il termine 'sfratto' è una costante di questo mezzo secolo in cui il teatro di marionette di Gianni e Cosetta Colla ha - per contro - dimostrato di sapersi evolvere e strutturare come un insostituibile punto di riferimento culturale della città di Milano.
In questa sezione è riportata la 'storia degli sfratti' attraverso la cronaca del tempo: da Palazzo Litta, nel 1959, all'incresciosa chiusura dello storico Teatro delle Marionette di Via degli Olivetani, nel 2003.

"Ho passato anni ad ascoltare promesse che non venivano mantenute. Per protesta ho occupato teatri, ho fatto persino lo sciopero della fame... Io non reclamo una sede solo per me, ma perché è incivile, assurdo che in una città come Milano non esista un teatro che si occupi dei ragazzi in modo continuativo."
Gianni Colla, Il Giorno, 14 febbraio 1975



TEATRO DELLA FIABA - Palazzo Litta, Corso Magenta (1949/1959)
Palazzo Litta è di proprietà delle Ferrovie dello Stato; il teatrino interno è in gestione al Dopolavoro Ferroviario che lo affitta alla compagnia Fratelli Colla.
Nel 1959 il Dopolavoro Ferroviario decide di estendere l'uso della sala all'attività di prosa e quindi sfratta le marionette.


PRESTO I FRATELLI COLLA SLOGGIATI DA PALAZZO LITTA?
" Il Teatro della Fiaba' dovrà andarsene dai locali del Dopolavoro Ferroviario a Palazzo Litta, in corso Magenta, che occupa da nove anni? E' un inquietante interrogativo che pende sui Fratelli Colla come una spada di Damocle. Il Teatro è dell'Amministrazione delle Ferrovie dello Stato e lo gestisce il Dopolavoro Ferroviario: ora sembra che i dirigenti di tale Dopolavoro abbiano ottenuto una licenza per far agire nel teatro delle compagnie di prosa e desiderino sfruttare la loro sala in questo senso. Perciò hanno fatto capire ai fratelli Colla che sarebbe gradito se essi trovassero una sistemazione altrove. Non si tratta di uno sloggio vero e proprio ma gli spettacoli iniziano sotto il segno dell'incertezza.
Siamo andati a trovare i fratelli Colla: è un mondo incantato che fra breve potrebbe venire negato alla gioia dei piccini.
A Palazzo Litta i fratelli Colla sono da nove anni: li introdusse nell'antica casa patrizia il Sindaco Greppi."
La Notte, 18 Ottobre 1957


LE MARIONETTE IN AGONIA
"Si preannuncia a Milano una fine silenziosa ma ricca di spunti patetici: quella del teatro delle marionette.
Perché, mentre si continua a discorrere della perenne crisi del teatro di prosa e si lanciano grida d'allarme per le insostenibili condizioni di vita di molti e gloriosi enti lirici, la scomparsa di uno spettacolo piccolo e mite come quello delle marionette, non è destinata ad avere grande risonanza, neppure a Milano che pure è una città che si compiace delle proprie iniziative e tradizioni.
Gianni Colla è un uomo pieno di fervore. Nove anni fa, per riuscire a mettere in piedi il primitivo 'Teatrino della Fiaba' scovò e adattò due saloni del settecentesco Palazzo Litta di Corso Magenta, superando tante e tali difficoltà da lasciar sperare che il suo entusiasmo non verrà meno di fronte alla minaccia che incombe sulla sua creatura.
Ora il Teatrino della Fiaba ha cambiato sede e nome: è diventato Teatro da quando si è trasferito nell'elegante salone degli spettacoli dello stesso Palazzo Litta: una elegante e ariosa sala che sembrava aver finalmente dato alle marionette di Gianni Colla una sistemazione definitiva e più che decorosa.
Com'è noto Palazzo Litta appartiene all'Amministrazione delle Ferrovie dello Stato, compartimento di Milano; e il teatro è del Dopolavoro ferroviario , che lo ha ceduto in affitto appunto a Gianni Colla. I timori per la sorte del 'Teatro della Fiaba' hanno origine proprio dal Dopolavoro, il quale avendo ottenuto una licenza di agibilità per la sua sala, intende iniziare un'attività teatrale su piano commerciale; e così ha fatto sapere al 'Teatro della Fiaba' che un suo allontanamento da Palazzo Litta riuscirebbe tutt'altro che sgradito. Senza trovarsi di fronte a una vera intimazione di sfratto, il 'Teatro della Fiaba' si sente mancare il terreno sotto i piedi."
Avanti!, 4 Dicembre 1958



TEATRO DELL'ARTE - Viale Alemagna, Parco Sempione (1960/1974)
Il teatro è di proprietà del Comune di Milano che nel 1960 (dopo averne riscattato l'uso in concessione alla Triennale) decide di destinarlo specificamente ad attività teatrali rivolte all'infanzia e a manifestazioni di carattere educativo.
Questo intento si manifesta subito con la destinazione della sala alla compagnia Fratelli Colla (in alternanza ad altre compagnie e attività culturali); nel 1970 invece il Comune - senza autorizzazione della Giunta Comunale - concede la sala, in esclusiva e gratuitamente, a una compagnia privata (Associazione Teatro Giovani di Cino Tortorella, in arte Mago Zurlì). Questa decisione provoca una presa di posizione da parte di compagnie e organizzazioni ricreative giacché - a partire da questo momento - il Teatro dell'Arte viene gestito con metodi non sempre trasparenti.
La compagnia Colla - comunque - riesce a mantenere la sua attività fino al 1974 alternandola a tournées e ospitalità in altre sedi.
Nel 1974 il Comune di Milano, che ha nuovamente in gestione la sala, decide di concederla al Piccolo Teatro come sala prove e di utilizzarla, successivamente, solo per spettacoli di prosa.
Il Comune non rinnova l'impegno coi Colla e le marionette rimangono di nuovo senza casa.


SONO RIMASTI SENZA CASA I 'GIUPIN' DI GIANNI COLLA
"Gianni Colla ha passato la vita cambiando sede. Oggi ha dovuto abbandonare anche il Teatro dell'Arte perché 'i grandi' avessero un teatro di prosa più spazioso. Ancora una volta gli adulti hanno soverchiato i bambini. nemmeno al Teatro dell'Arte la vita era facile e le ore gli erano rubate dalla moda, dalle mostre, dalle compagnie di passaggio. Adesso l'economia meneghina non contempla più neppure quelle ore contese.
Per i nostri bambini e per le marionette di cui manovra i fili ha lanciato un messaggio. Gli invisibili burattinai che manovrano i fili della cultura locale l'hanno ascoltato almeno a parole. Sarebbe l'ora che i bambini e marionette di Milano avessero quattro muri e una manciata di monete per ricostruire il loro paese delle meraviglie."
Il Giornale, 16 Ottobre 1974


IL COMUNE NON AMA LE MARIONETTE?
"Anche quest'anno le marionette di Gianni e Cosetta Colla rischieranno di restare senza casa. Dopo aver errato per svariati teatri cittadini questi 'attori di legno' avevano trovato da qualche stagione una parziale ospitalità al Teatro dell'Arte ma la destinazione della sala ad altre funzioni le priva ora anche di questo ultimo rifugio."
Corriere della Sera, 29 Ottobre 1974



MARIONETTE SENZA CASA (1974/1976)
Dopo lo sfratto dal Teatro dell'Arte comincia un ennesimo peregrinare di teatro in teatro (a Milano al Teatro Uomo di Corso Manusardi, al Salone Pierlombardo, al Teatro Arcadia - ora Teatro Carcano, oltre a tournées fuori città) finché nel febbraio del 1976 la compagnia di Gianni e Cosetta Colla si insedia al cinema-teatro parrocchiale di Via degli Olivetani.


LE MARIONETTE DI COLLA CERCANO UNA CASA
"[...] Allora nel discorso torna a galla la vecchia faccenda della sede stabile, spina nel fianco di Colla. Anni di promesse. Adesso c'è in predicato (è il suo termine) la sede del Teatro Uomo (in Corso Manusardi). Spera veramente di poter approdare con quel lunghissimo treno di marionette d'ogni tipo, alcune delle quali veri cimeli. E svelto fugge sul palcoscenico ospitante del Pielombardo, sale come uno scoiattolo sul ponte di manovra a prendere in mano il bilanciere con tutti quei fili che scendono giù e diventano le vene dei suoi personaggi di legno."
Avvenire, 14 Febbraio 1975


MARIONETTE AL ROGO SE NESSUNO LE AIUTA
"Vuol sapere le tappe della mia via crucis dal '45 ad oggi? - si è amaramente sfogato Colla - Il sindaco Greppi, nel dopoguerra, ci ospitò al Castello Sforzesco; di lì finimmo in Via Broletto; via anche di lì per andare ad Teatro delle Arti; approdammo quindi alla Galleria del Sagrato per finire subito a Palazzo Litta e infine per quattordici anni al Teatro dell'Arte. Cacciati anche dall'Arte, l'anno scorso feci lo sciopero della fame dopo aver occupato il teatro. E' triste no?
La realtà è dunque una sola: Milano non ha uno spazio per le marionette. Milano non ha posto per la gentilezza e la fantasia?"
La Notte, 11 Novembre 1975


MARIONETTE SENZA SCENA
"Da sedici anni mi sento dire che il mio problema sarà risolto al più presto - afferma Gianni Colla - e poi regolarmente non se ne farà nulla'. Gianni Colla non è neppure estraneo a manifestazioni di protesta: quando era al Teatro dell'Arte ha fatto anche uno sciopero della fame per tentare di ottenere un teatro stabile in cui la compagnia potesse produrre, lavorare e recitare in tranquillità e dove i bambini sapessero di trovare, sempre, delle marionette da vedere."
Avanti! - 11 Novembre 1975



"Il marionettista Gianni Colla ha festeggiato il suo sessantanovesimo compleanno con un lungo, amaro sfogo alla presenza di giornalisti e amici.
Tutta una vita, si direbbe, passata a difendere una tradizione che nessuno vuole lasciare sopravvivere, a battersi instancabilmente, giorno per giorno, per i suoi 'omini di legno', a lottare per garantire i diritti al lavoro dei suoi collaboratori e colleghi.
'Nel '44 sono caduto nelle mani del famigerato questore repubblichino Saletta e ne sono uscito nel '45. Nel '60 sono caduto nelle mani dei nostri politici democratici e non ne sono più uscito. Preferisco non chiedere alla mia coscienza se ho sofferto di più allora o oggi."
Corriere della Sera, 11 Novembre 1975



TEATRO DELLE MARIONETTE - Via degli Olivetani (1976/2003)
Il teatro di Via degli Olivetani è di proprietà della Parrocchia di San Vittore al Corpo; la prima rappresentazione risale al 22 febbraio 1976 ("Gelsomino nel Paese dei bugiardi"); in seguito vengono stipulati regolari contratti che si rinnovano per 23 anni; nel 1999 la proprietà decide di destinare la sala ad altre attività e sfratta la compagnia di Gianni e Cosetta Colla.
La chiusura del Teatro delle Marionette è fonte di grande apprensione per la compagnia e per tutta quella parte di cittadini e personalità culturali che temono la fine di una così importante esperienza artistica.
Si crea, allora intorno al Teatro una grande
solidarietà e vengono rivolti molti appelli, persino alla Curia Vescovile di Milano, affinché si trovi una soluzione pacifica.
Questi appelli però cadono nel vuoto e le ultime stagioni del Teatro delle Marionette sono segnate da una forte tensione che si acuisce, nel 2002/2003, data la determinazione della Parrocchia di San Vittore al Corpo a far intervenire la forza pubblica.
Nel febbraio 2003 la mediazione del Prefetto di Milano, Bruno Ferrante, permette alla compagnia di concludere la sua ultima stagione (2002/2003) al Teatro delle Marionette, scongiurando azioni di inopportuna violenza.


SFRATTO AL TEATRO DELLE MARIONETTE
"Sfratto esecutivo per le marionette dei Colla. Per giunta, con l'eventuale intervento della forza pubblica. Il Teatro di via Olivetani - da 25 anni una delle sale per l'infanzia più importanti e frequentate della nostra città - sta per tornare alla proprietà, la Parrocchia di San Vittore al Corpo.
E pensare che i Colla, forti di una tradizione famigliare bicentenaria, svolgono da più di 50 anni a Milano un fondamentale ruolo educativo a favore dell'infanzia, con particolare riguardo a realtà sociali in difficoltà.
Intanto i Colla si rivolgono con una lettera al Cardinale Martini, facendo appello alla sua sensibilità e manifestando la loro apprensione per il futuro del Teatro delle Marionette. Dal Cardinale Martini non viene alcuna risposta diretta, se non un invito a firma della segreteria, a contattare l'economo (della Curia Vescovile, ndr).
Quanto alla Curia, don Zappa [Ufficio stampa, ndr] afferma: 'Non è buona cosa che i Colla risultino vittime di questa vicenda! La strada dei Colla mi sembra quella di muovere i media per sensibilizzare l'opinione pubblica. Ed è la strada peggiore."
Corriere della Sera - 26 Aprile 2001


QUESTA MATTINA LO SGOMBERO DEL TEATRO DELLE MARIONETTE
I COLLA: SCIOPERO DELLA FAME CONTRO LO SFRATTO
" Egregio Assessore Carrubba (Cultura e Musei del Comune di Milano, ndr), le siamo grati per le parole di stima rivolte alla nostra attività e per l'aiuto che intende darci nel risolvere la nostra drammatica situazione. (...) La nostra amara vicenda iniziò tre anni fa e noi da subito ne comprendemmo la gravità: capimmo le intenzioni della proprietà e la necessità di reperire immediatamente una sede alternativa. Forse nessuno - tranne noi - immaginava che un teatro per bambini potesse subire un accanimento da parte della proprietà tale da costringere mia zia Cosetta - cinquant'anni di teatro alle spalle - ad incatenarsi e a iniziare uno sciopero della fame per difendere un'attività culturale. (...)
Noi vogliamo lasciare la sede di via degli Olivetani ma non possiamo farlo senza delle garanzie reali di un nuovo spazio.
Egregio assessore, noi le chiediamo che il Comune di Milano intervenga con decisione per impedire un'azione davvero vergognosa per la società civile e che i progetti che abbiamo finora ipotizzato si realizzino concretamente in tempi ormai davvero brevi."
Stefania Mannacio Colla
Corriere della Sera, 16 Settembre 2002


BURATTINI CONTRO MARIONETTE
"Già alcuni mesi fa avevo letto dello sfratto ordinato per il Teatro delle Marionette ma pensavo che da allora a oggi le cose si sarebbero aggiustate, anche perché non stiamo parlando della ricostruzione della Fenice o del Petruzzelli, ma di salvare un teatro per bambini. In questi giorni invece lo sfratto è diventato esecutivo e la sede non c'è ancora, per cui mentre la stagione teatrale apre i battenti e sui palchi sale di tutto, dalle soubrette televisive agli attori delle soap opera (mancano solo quelli del Grande Fratello, ma arriveranno: basta aspettare!), pare che non ci sia più posto per gente che da più di 50 anni fa divertire i bambini tirando i fili alle marionette.
...in città non c'è posto per marionette e burattini insieme... e se qualcuno se ne deve andare queste sono le marionette, che conservano comunque la loro dignità, perchè a differenza dei burattini, nelle marionette chi muove i fili ogni tanto si fa vedere."
BARLAFUS di Enrico Bartolino
Corriere della Sera, 18 Settembre 2002