|
![]() |
![]() Parlare attraverso un oggetto dandogli movimento è forse una delle prime 'operazioni culturali' dell'uomo: essa deriva dall'esigenza di comunicare, dalla necessità di formalizzare i propri sentimenti, dal bisogno di creare oggetti 'mobili' per il proprio divertimento. Le origini della marionetta sono pertanto antichissime e la storia testimonia che i primi spettacoli sono soprattutto legati a cerimonie religiose dove le marionette hanno la funzione di animare le divinità. Nel teatro sacro greco, ad esempio, - precursore della tragedia - esse impersonano gli dei e le testimonianze di Erodoto rivelano una probabile importazione dell'arte e della tecnica dall'Egitto. Il teatro sacro si evolve e si traduce poi, nel corso dei secoli, in un teatro completamente laico che vede il suo apogeo nell'età ellenistica, quando abbandona i toni seri e diventa rappresentazione frivola, spesso scurrile. A Roma si scontra con la stoica società del tempo e ne subisce la censura; si diffonde nei ceti medio bassi ma per i filosofi e gli intellettuali resta un genere di sottocultura volgare e inavvicinabile. La caduta dell'impero romano determina la scomparsa del teatro delle marionette: la dominazione barbarica rifiuta qualsiasi dimensione ludica o culturale, mentre il cristianesimo delle origini respinge la marionetta come simbolo pagano ed è contrario a ogni raffigurazione umana di dio. Nel VII secolo la chiesa intuisce la forza catartica del teatro e la fa sua, pronunciandosi a favore delle rappresentazioni del divino; con l'espansione del cristianesimo subentra l'impossibilità di insistere sul simbolismo astratto della religione e le marionette tornano ad essere presenti nei luoghi di culto per celebrare 'i misteri'. L'etimologia di marionetta pare risalire a questo contesto storico-religioso: legate al rito dei 'Misteri di Maria', esse sono definite 'piccole marie', marionettes appunto. Dal sacro al profano il passo è breve: personaggi più tipici tendono ad emergere nel gruppo e il pubblico si affeziona ad essi; nel Trecento e Quattrocento il teatro svincola dalla didattica religiosa estendendo il repertorio e assumendo connotati sociali precisi e opposti: i burattini hanno successo soprattutto nelle fiere e nelle sagre di paese che strutturalmente meglio si prestano al girovagare; le marionette invece assurgono a un rango di rappresentazione più nobile ed entrano nelle corti. Vengono predilette le avventure dei cavalieri medievali, dei paladini di Francia, dei cavalieri sassoni, dei crociati in una drammaturgia che discende dalla tradizione trovadorica e dalle Chansons des gestes. In piena epoca barocca le differenti linee culturali vanno a convergere in una mescolanza generale; le marionette - spettacolo alla moda - offrono al pubblico rappresentazioni sempre più complesse ed è da ora che questo teatro entra nella cultura europea quale tradizione collaudata. Oltre a divenire lo spettacolo dell'aristocrazia, ad esso viene attribuito il compito di realizzare la sintesi di tutte le altri arti: pittura, scultura, letteratura, musica. Le rappresentazioni marionettistiche costituiscono dunque un'arte sofisticata che necessita diversi artisti oltre a coloro che danno il movimento alle marionette. Gli anni in cui l'Europa si prepara al sovvertimento radicale e profondo della Rivoluzione Francese coinvolgono le marionette con spettacoli che si ispirano alle nuove concezioni rivoluzionarie e diventano strumenti di propaganda. Nel clima progressista e moderno dell'Ottocento la marionetta è animata da uno spirito ancora diverso, che la consacra a nuova vita: se da un lato rappresenta, per i romantici, la concreta immagine della tramontata unità fra cosmo e individuo, fra pensiero e azione, dall'altro raffigura l'essenza propria della perduta innocenza dell'equilibrio e della purezza ormai scomparse dall'orizzonte umano. Dal tardo Ottocento all'inizio del Novecento la marionetta diventa l'elemento centrale delle teorizzazioni che fondano il teatro moderno (sola intonazione della parola e movimenti del corpo; Gordon Craig) e fra le avanguardie del Novecento si orienta verso l'astrazione (Bauhaus in Germania; movimento futurista di Tommaso Marinetti, "Balli plastici" di Fortunato Depero, "Histoire du soldat" di Luigi Veronesi). Il teatro di marionette del Novecento, infine, - soprattutto in Italia - si presenta sotto l'aspetto di celebri compagnie marionettistiche che si tramandano, già dal secolo precedente, l'arte di generazione in generazione. Con il passare degli anni - sulle sollecitazioni continue dei mezzi di comunicazione di massa - il teatro delle marionette si rinnova nei materiali di costruzione, nella scenotecnica, nel repertorio dimostrando di essere - come in tutta la sua storia - in costante rapporto con il contesto culturale del momento; divenendone, ciascuna volta, un importante momento espressivo. |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||